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Il primitivo Duomo di Alessandria, dedicato a San Pietro, venne costruito nel 1170 sull'odierna Piazza della Libertà. Un secolo dopo fu demolita a causa dell'incremento di popolazione e fu ricostruita tra il 1291 e il 1297 dall'arch. RUFFINO BOTTINO. Nel corso dei secoli il Duomo subì varie modifiche e ampliamenti e divenne il centro della realtà locale, quindi la demolizione dello stesso voluta da Napoleone nel 1803 per creare una Piazza d'Armi costituì una grave mutilazione del patrimonio artistico locale.
Il 17/08/1810 con Decreto Napoleonico venne destinato a massimo tempio alessandrino l'ex chiesa di San Marco con l'annesso convento domenicano. I lavori di restauro vennero affidati all'arch. CRISTOFORO VALIZONE, la nuova Cattedrale fu aperta la culto il 1/10/1810 e fu inaugurata due mesi dopo e consacrata come l'antica a San Pietro.
Nel 1844 il Comune acquistò parte dell'ex convento domenicano e lo adibì a scuola elementare e asilo infantile.

Della chiesa di Santa Maria dell'Olmo resta solo il robusto campanile Trecentesco alto a livello di gronda m. 21.5; la discutibile copertura a cupola con quattro pinnacoli è del 1888 epoca della ricostruzione dell'edificio scolastico che tuttora ingloba parte del campanile.

Fu costruita dai Domenicani su progetto dell'arch. LEOPOLDO VALIZONE tra il 1828 e il 1833. Nel 1855 fu ceduta dallo Stato al Comune e affidata a un cappellano, mentre l'annesso convento venne trasformato in edificio scolastico (Liceo - ginnasio "Plana"). Nel 1929 i Domenicani tornarono in possesso della chiesa, presso la quale nel 1935 costruirono un piccolo convento prospettante via 1821, rimanendo l'antico convento sede scolastica, (nel 1930 il "Plana" passò all'attuale sede in Piazza Matteotti e i vecchi locali furono occupati da una scuola professionale).

Al suo posto anticamente sorgeva la chiesa di S. Dalmazzo. Ricostruita nel 1741 dai Benedettini della Collegiata di Borgoglio, nel 1833 fu affidata alla confraternita di S. Sebastiano. Verso la fine dell'Ottocento venne sconsacrata. Fu riaperta al culto e nel 1955 fu ceduta alle Suore Apostole del Sacro Cuore.

Esisteva già nel 1486 presso un'ampia casa porticata che giungeva fino a Via Dante, donde l'appellativo "Domus Magnae". Nel 1606 fu aggregata all'Arciconfraternita Romana del Gonfalone e al principio del Settecento fu officiata dai Minori Osservanti, tra il 1765 e il 1769 fu riedificata e nel 1933 restaurata e assunta a sede della Confraternita della SS. Trinità, annessa alla casa di riposo "Teresio Borsalino". Più tardi abbandonata, nel 1977 venne degradata a rimessa per la Questura. Dal 1992 appartiene al Comune.

Eretta in forme gotiche verso la metà del Trecento dai PP. Carmelitani, fu ampliata nel 1466 e i lavori di sistemazione si protrassero fino al pieno Cinquecento.
Nel 1745 al tempo della guerra di Successione Austriaca, la chiesa fu ridotta ad ospedale militare e subì gravi manomissioni, al principio del 1800 fu adibita a sede della Guardia Nazionale dal Governo napoleonico.
Nel 1865 iniziò una fase di ristrutturazione che durò fino al 1954.

La chiesetta è ricordata per la prima volta nel 1618 come "Eccelsi Mandrinorum prope Episcopatum"; in una planimetria di Alessandria del 1620 reca il titolo di "Divo Rocho Vulgo Ecclesia Mandrinorum". L'intitolazione a San Rocco, e l'ubicazione della chiesetta, posta nel punto di incontro di più strade (Via Guasco, Via Plana, Via Canefri, Via Boidi), rafforza l'impressione di un rapporto tra la fondazione della chiesetta stessa e un'esplosione di peste, giacchè era consuetudine erigere cappelle contro il morbo ai crocicchi delle strade.
All'inizio del sec. XVII il patronato della chiesetta appartiene alla famiglia MANDRINI, successivamente verso la seconda metà del Settecento la piccola chiesa passa al Conte FRANCESCO AGOSTI, avvocato dei poveri; fatta ricostruire dal nuovo patrono del 1788 e dedicata alla B. V. Assunta, venne consacrata l'11/09/1790. Nel 1845 viene ceduta a FRANCESCA AGOSTI che provvede a restauri. In seguito viene ceduta ai coniugi GUGLIELMO POZZI e CATERINA CAMPANELLA e nel 1888 viene ristrutturata ed abbellita, in seguito passa ai coniugi RAVAZZI - CAMPANELLA ed attualmente ne reggono il patrocinio le famiglie ABRILE, FERRARI, FORTUNATO - VICARELLI, MANTELLI.

Sul sedime dell'attuale cappella, nella seconda metà del Quattrocento, ne esisteva una dallo stesso titolo. Nel 1613 ne era patrono NICOLO' INVIZIATI, all'inizio del Settecento il patronato passò ai Conti CAVASANTI. Nel 1663, ricostruito nel frattempo il piccolo edificio, vi si collocò l'antico simulacro, che la devozione popolare chiamò la Madonnina. L'edifico odierno è il risultato di più tarde trasformazioni.

Sorge sulla piazza omonima, cuore dell'antico quartiere di Rovereto che fu il primitivo nucleo di Alessandria. Retta all'inizio del sec. XII dai Canonici secolari, verso il 1268 passò ai Monaci di S. Croce di Mortara e dalla metà del sec. XV ai Canonici Lateranensi che vi rimasero sino alla soppressione dell'ordine, avvenuta nel 1798 con breve di Pio VI. La chiesa, che nel 1629 era stata elevata alla dignità di abbazia, divenne parrocchia affidata al clero secolare, mentre nel 1805, durante l'occupazione francese, l'annesso convento fu adibito a magazzino militare.
Con la Restaurazione il convento fu affidato ai Padri Somaschi e successivamente alle Suore di Carità, durante le guerre di Risorgimento venne utilizzato come caserma e durante le epidemie come reparto staccato per malati contagiosi.Nel 1866 il convento passò al Demanio che destinò parte dei locali a magazzini, prigione e corpo di guardia, durante la Prima Guerra Mondiale chiostro e parte della chiesa furono utilizzati come deposito di generi di monopolio. Dopo il 1918 il convento diventò sede dell'Istituto Nazionale Orfani di Guerra e successivamente fu affidato alle Suore Salesiane che vi aprirono una scuola.

La piccola chiesa sorge sull'omonima piazzetta, di fianco ad uno stabile occupato dall'Asilo Infantile "Monserrato", retto dalle Suore Salesiane e risalente alla metà dell'Ottocento. La Madonna del Monserrato è particolarmente cara alla devozione degli Spagnoli, ed a fondare la chiesetta deve essere stato proprio uno spagnolo, si pensa il Maestro di campo e Capitano Generale della fanteria spagnola MATHEO OTANEZ, governatore della città dal 1625 al 1627. La chiesetta rappresenta quindi l'unico edificio superstite tra quanti gli spagnoli hanno costruito durante la lunga dominazione in Alessandria.

L'edificio venne costruito tra il 1724 e il 1743 dalla Compagnia di Gesù, occupava l'intero tratto di Via Verona tra Via Volturno e Piazza S. Stefano. Tutto l'edificio ad un solo piano fuori terra occupava un'area di 6000 mq. Soppressa la Compagnia di Gesù nel 1773, il collegio fu trasformato in caserma e nel corso degli anni vennero effettuate modifiche all'edificio.
Caserma "Vittorio Emanuele" e sede del Distretto Militare sino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, nell'immediato dopo guerra il complesso fu concesso dallo Stato al Comune che lo utilizzò per ospitare i senza tetto a seguito degli eventi bellici. L'edificio è stato da poco recuperato e adibito a civili abitazioni.

Nel 1728 i Servi di Maria o Serviti aprirono una cappella nell'isolato dell'attuale S. Stefano, ottenendo nel 1741 la costruzione di una chiesa più ampia. Nel 1773 la nuova chiesa di S. Stefano fu consacrata dal Vescovo GIUSEPPE TOMMASO DE ROSSI. Soppressi gli ordini religiosi, nel 1802 i Serviti se ne andarono e la loro chiesa fu requisita dal governo francese che ne fece un magazzino, poi nel 1805 divenne sede della parrocchia di S. Martino (donde l'attuale duplice intestazione); l'annesso piccolo convento divenne abitazione del parroco.

Sorge sulla piazzetta omonima che costituisce uno degli angoli architettonicamente più armoniosi della città. Sul sedime dell'attuale chiesa un tempo si trovava la chiesa di S. Giovanni "delle Rane".
Nel Quattrocento la chiesa comprendeva una cinquantina di persone ed era retta da un priore, nel 1567 fu eretta a prebenda canonicale del duomo. Tra la fine del sec. XVII e l'inizio del sec. XVIII, la chiesa divenne sede di quattro confraternite: S. Caterina, S. Lucia, S. Paolo e S. Urbano. Nel 1751 iniziò la demolizione della vecchia chiesa e il 1/11/1759 fu consacrata quella nuova.
Ogni anno, ricorrendo la Festa di S. Lucia (13 dicembre), la chiesa diventa il centro di pratiche devozionali e di iniziative di carattere benefico; la piazzetta si anima di bancarelle che offrono dolci e il tradizionale "LECABON".