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Immagine testata: particolare foto affresco Sassi 1887 - Palazzo Comunale

Vivere la Città

Alessandria è il terzo comune della Regione Piemonte per popolazione ed il primo per superficie. Il territorio del Comune si estende per circa 204 Kmq ed è suddivisa in cinque aree territoriali: Centro, Alessandria Nord, Alessandria Sud, Europista, Fraschetta. Sorge a circa 100 metri s.l.m. nella pianura alluvionale formata dai fiumi Tanaro e Bormida, in prossimità del loro punto di confluenza. Grazie alla sua posizione al centro del triangolo Torino-Genova-Milano, la Città costituisce un importante nodo autostradale e ferroviario. È servita dall'autostrada A21 e dall'autostrada A26.

 

Storia

Alessandria è stata ufficialmente fondata il 3 maggio 1168.
Tuttavia, in questo preciso momento storico, la Città aveva già raggiunto una configurazione topografica, urbanistica ed amministrativa ben definita. 
Alessandria, infatti, viveva e prosperava sulle rive del Tanaro da ben prima che si decidesse di creare una vera Città come comunità libera e indipendente: semplicemente non aveva ricevuto un riconoscimento ufficiale e, quindi, non dipendeva da alcun potente vicino. 
La vera essenza della fondazione di Alessandria va, quindi, individuata nella volontà di dare risposte alle reali esigenze delle popolazioni locali, dei territori e dello sviluppo economico, secondo un modello degno di entrare negli annali della storia europea. 
Alessandria si fondò con l'unione demica dei tre insediamenti di Gamondio, Marengo e Bergoglio con il supporto della Città di Genova e dei comuni della Lega Lombarda in contrasto con il Marchesato del Monferrato, principale alleato di Federico Barbarossa.
Il nome Alessandria sarà assunto in onore di Papa Alessandro III, sostenitore delle azioni della Lega Lombarda contro il Sacro Romano Impero.  
Negli scritti del Barbarossa, Alessandria veniva infatti definita con spregio 'Alexandria de palea' e cioè Alessandria della palude. Da qui l'errore del termine 'palea' italianizzato in 'paglia'  con cui la città viene definita ancora oggi.
Note e storicamente comprovate sono le vicende della partecipazione di Alessandria alla guerra, come alleata della Lega Lombarda, e la sua vittoriosa resistenza all'assedio cui fu sottoposta dall'esercito dell'Imperatore Barbarossa. 
Fu proprio in quella circostanza che nacque la leggenda di Gagliaudo Aulari, l'astuto alessandrino che riuscì con uno strattagemma a vincere la strenua resistenza dell'assedio dell'Imperatore Barbarossa.  
Concluso il periodo eroico della sua nascita ed affermazione, inizia per Alessandria un lasso di tempo, durato oltre un secolo, in cui subì gravi colpi - come la peste del 1191 - ma, nello stesso tempo progredì anche in campo economico e urbanistico. Si dotò di un buon ordinamento giuridico ed economico e fece costruire il "Palazzo del Pretorio", oggi "Palatium Vetus", che costituiva il centro amministrativo-politico della città. 
Politicamente la città terminò presto l'esperienza di libero comune cadendo, prima, sotto il dominio dei Visconti, poi degli Sforza e legando le proprie sorti al Ducato di Milano fino al 1535, senza mai perdere completamente la propria autonomia amministrativa. Sono di quegli anni le leggi cittadine volte al potenziamento dell'agricoltura e alla disciplina delle acque. 
Con la morte di Francesco II Sforza, iniziò la dominazione spagnola sul ducato di Milano e, quindi, anche sulla Città di Alessandria. 
Nel 1706, dopo la battaglia di Torino che vide la sconfitta degli Spagnoli, la città passò sotto la dominazione dei Savoia. 

Pianta storica Bergolio (ASAL - ASCAL)
Pianta storica Bergolio (ASAL - ASCAL)

Nel 1728, venne abbattuto il quartiere di Bergoglio sulla sponda sinistra del Tanaro per costruirvi l'attuale Cittadella che conferì ad Alessandria un carattere principalmente militare. 
Alla fine del secolo l'intero Piemonte fu colpito dalle battaglie conseguenti alle mire espansionistiche di Napoleone Bonaparte (fu abbattuto in questi anni, per ordine dell'imperatore l'antico Duomo romanico cittadino) e nel 1802, dopo la battaglia di Marengo (vinta dalle truppe transalpine), Alessandria fu ufficialmente annessa alla Francia assieme a tutta la regione, diventando capoluogo del Dipartimento di Marengo. Successivamente, nel 1814, la città venne conquistata dagli austriaci e rientrò a far parte del Regno di Sardegna con la restituzione ai Savoia. 
Tutte le successive dominazioni si presero cura soprattutto della Cittadella, ingrandendone le opere esterne. 
Durante il Risorgimento, Alessandria fu un importante centro liberale e fu proprio dalla città piemontese che partirono i moti del marzo 1821 con Santorre di Santarosa, ufficiale di stanza nella Cittadella di Alessandria; per questo, diversi cittadini che avevano aderito alla Giovine Italia vennero sottoposti a processi sommari e condannati per cospirazione: ne rimase vittima anche il patriota Andrea Vochieri, nel 1833.
Nell'ottobre 1859 fu scelta come capoluogo di una delle prime quattro province piemontesi, per una fetta di territorio che comprendeva anche l'astigiano. Il 25 luglio 1899 diventò la prima città italiana capoluogo di provincia ad essere governata da una giunta a maggioranza socialista.
La nascita delle Ferrovie e l'incremento dei commerci nel Nord-Italia, alla fine dell'Ottocento, trasformarono Alessandria in uno dei punti nevralgici per il mercato italiano. Per la sua posizione, al centro di Torino, Milano e Genova, in questo periodo la città conobbe un grande incremento demografico che portò la riurbanizzazione e l'espansione del territorio cittadino e un importante sviluppo nell'industria, testimoniato dal successo di aziende come Paglieri, Gandini, le varie argenterie, la Cicli Maino, e soprattutto, la Borsalino.
Durante l'epoca Fascista Alessandria mantenne la sua importanza; negli anni trenta furono eretti importanti edifici pubblici opere architettoniche, come il Dispensario Antiturbercolare, progettato da Ignazio Gardella e il Palazzo delle Poste, decorato dai mosaici di Gino Severini.
Nel corso della seconda guerra mondiale, la città subì ripetuti e pesanti bombardamenti aerei; nel dopoguerra Alessandria seguì le sorti dell'Italia settentrionale, conoscendo inizialmente quello sviluppo e quella forma di benessere che si diffuse nel corso degli anni sessanta con il boom economico, arrivando a superare i 100.000 abitanti nel 1970.
Il motto della città, come riportato dallo Stemma comunale, è "Deprimit elatos, levat Alexandria stratos" (Alessandria umilia i superbi ed esalta gli umili).