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Attivazione contenzioso tributario (in relazione ad atti emessi dal Comune di Alessandria)

Ufficio competente: Servizio Autonomo Avvocatura
Indirizzo: Piazza della Libertà, 1
Responsabile del procedimento di reclamo-mediazione: Avv. Cristiana Rossi
Telefono: 0131 515513
Fax: 0131 515802


La normativa che regola il processo davanti alle Commissioni Tributarie Provinciali, in primo grado, e Regionali, in secondo grado, è rappresentata dal Decreto Legislativo 31 dicembre 1992 n. 546 e successive modifiche ed integrazioni, al quale si rimanda, fornendo in questa sede le informazioni principali.


Si rammenta che, prima di avviare la procedura contenziosa tramite il ricorso, il contribuente può inoltrare, all’ufficio che ha emesso l’atto, un’istanza di autotutela indicando le motivazioni ed allegando eventuale documentazione a supporto della richiesta di annullamento / rettifica dell’atto medesimo. Tuttavia si deve tener presente che detta istanza NON sospende i termini per l’impugnazione che rimangono invariati e decorrono dalla notificazione dell’atto.

Inoltre si ricorda la possibilità di definizione tramite la procedura di Accertamento con Adesione, solo nei casi in cui la base  imponibile del tributo sia concordabile, sia cioè determinata da elementi non certi ed  incontrovertibili ovvero inoppugnabili per legge, ma suscettibili di apprezzamento valutativo (in proposito si rimanda al REGOLAMENTO PER L’ADESIONE ALL’ACCERTAMENTO, consultabile sul sito istituzionale del Comune di Alessandria all’indirizzo: https://www.comune.alessandria.it/amministrazione/regolamenti/regolamenti-comunali-divisi-per-argomento-i-n/

NOTIFICA DEL RICORSO
Il ricorso deve essere notificato al Comune, a pena di inammissibilità entro sessanta giorni dalla data di notificazione dell’atto impugnato (artt. 20-21 D.Lgs. 546/1992).

Avverso atti emessi dal Comune di Alessandria il ricorso si propone alla Commissione Tributaria Provinciale di Alessandria.

Il ricorso deve contenere gli elementi di cui all’art. 18 D.Lgs.  546/92 con l’indicazione:

  1. della commissione tributaria cui è diretto;
  2. del ricorrente e del suo legale rappresentante, della relativa residenza o sede legale o del domicilio eventualmente eletto nel territorio dello Stato, nonché del codice fiscale e dell’indirizzo di posta elettronica certificata;
  3. dell’ufficio nei cui confronti il ricorso è proposto;
  4. dell’atto impugnato e dell’ oggetto della domanda;
  5. dei motivi.

Il ricorso deve essere sottoscritto dal difensore e contenere l’indicazione:

  1. della categoria di cui all’articolo 12 alla quale appartiene il difensore;
  2. dell’incarico a norma dell’articolo 12, comma 7, salvo che il ricorso non sia sottoscritto personalmente;
  3. dell’indirizzo di posta elettronica certificata del difensore.

Le controversie di valore fino a tremila euro possono essere proposte direttamente dalle parti interessate, che, nei procedimenti relativi, possono stare in giudizio anche senza l’assistenza tecnica di un difensore abilitato (vedasi l’art. 12 del D.Lgs. 546/1992 con l’elenco delle categorie dei difensori abilitati). Per valore della lite si intende l’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato; in caso di controversie relative esclusivamente alle irrogazioni di sanzioni, il valore è costituito dalla somma di queste.

Per i giudizi instaurati, in primo e in secondo grado, con ricorso notificato a decorrere dal 1° luglio 2019,  le parti, i consulenti e gli organi tecnici indicati nell’articolo 7, comma 2, notificano e depositano gli atti processuali i documenti e i provvedimenti giurisdizionali esclusivamente con modalità telematiche,secondo le disposizioni contenute nel decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n. 163, e nei successivi decreti di attuazione. In casi eccezionali, il Presidente della Commissione tributaria o il Presidente di sezione, se il ricorso è già iscritto a ruolo, ovvero il collegio se la questione sorge in udienza, con provvedimento motivato possono autorizzare il deposito con modalità diverse da quelle telematiche (art. 16 bis D.lgs. 546/1992).
L'indirizzo PEC del Comune di Alessandria è il seguente: comunedialessandria@legalmail.it

I soggetti che stanno in giudizio senza assistenza tecnica ai sensi dell’articolo 12, comma 2, hanno facoltà di utilizzare, per le notifiche e i depositi, le modalità telematiche indicate nel comma 3 del suindicato art 16 bis, previa indicazione nel ricorso o nel primo atto difensivo dell’indirizzo di posta elettronica certificata al quale ricevere le comunicazioni e le notificazioni. art. (art. 16 bis, comma 3 bis  D.lgs. 546/1992). Viceversa, qualora non si avvalgano di tale facoltà, eseguiranno la notifica ai sensi dell’art. 16 del medesimo D.Lgs. (ufficiale giudiziario, spedizione a mezzo servizio postale in plico raccomandato a.r. senza busta, consegna diretta all’Ufficio Protocollo dell’Ente).

Art. 17-bisD.Lgs. 546/1992 – Il reclamo e la mediazione

Per le controversie di valore non superiore a cinquantamila euro, il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione con rideterminazione dell’ammontare della pretesa. Il valore di cui al periodo precedente è determinato secondo le disposizioni di cui all’articolo 12, comma 2 (l’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato; in caso di controversie relative esclusivamente alle irrogazioni di sanzioni, il valore è costituito dalla somma di queste).

Le controversie di valore indeterminabile non sono reclamabili.

Il ricorso non è procedibile fino alla scadenza del termine di novanta giorni dalla data di notifica, entro il quale deve essere conclusa la procedura di reclamo-mediazione. Si applica la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale (1° agosto – 31 agosto).

Il termine per la costituzione in giudizio del ricorrente decorre dalla scadenza del termine dei predetti 90 gg. Se la Commissione rileva che la costituzione è avvenuta in data anteriore rinvia la trattazione della causa per consentire l’esame del reclamo.

Il Servizio Autonomo Avvocatura del Comune di Alessandria provvede all’esame del reclamo e della eventuale proposta di mediazione. L’Avvocatura, previo confronto con il Servizio Tributi, se non intende accogliere il reclamo o l’eventuale proposta di mediazione del contribuente, può formulare una proposta avuto riguardo all’eventuale incertezza delle questioni controverse, al grado di sostenibilità della pretesa e al principio di economicità dell’azione amministrativa.

Nelle controversie aventi ad oggetto un atto impositivo o di riscossione, la mediazione si perfeziona con il versamento, entro il termine di venti giorni dalla data di sottoscrizione dell’accordo tra le parti, delle somme dovute ovvero della prima rata. Per il versamento delle somme dovute si applicano le disposizioni, anche sanzionatorie, previste per l’accertamento con adesione dall’articolo 8 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218. Nelle controversie aventi per oggetto la restituzione di somme la mediazione si perfeziona con la sottoscrizione di un accordo nel quale sono indicate le somme dovute con i termini e le modalità di pagamento. L’accordo costituisce titolo per il pagamento delle somme dovute al contribuente.  Le sanzioni amministrative si applicano nella misura del trentacinque per cento del minimo previsto dalla legge.  La riscossione e il pagamento delle somme dovute in base all’atto oggetto di reclamo sono sospesi fino alla scadenza del termine di cui al comma 2, fermo restando che in caso di mancato perfezionamento della mediazione sono dovuti gli interessi previsti dalle singole leggi d’imposta.

DEPOSITO DEL RICORSO

Quindi, il ricorrente,

  • entro trenta giorni dalla notificazione del ricorso  (per i ricorsi non soggetti alla procedura di reclamo– mediazione),
  • entro trenta giorni dalla scadenza del termine di novanta giorni decorrenti dalla data di notifica del ricorso (per i ricorsi soggetti alla procedura di reclamo–mediazione, allorché il procedimento non si sia concluso con un accordo di mediazione),

a pena d’inammissibilità deposita telematicamente attraverso il SIGIT o (per i soggetti non obbligati al deposito telematico) deposita presso la Segreteria della commissione tributaria adita o trasmette a mezzo posta, in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento, l’originale del ricorso notificato a norma degli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile ovvero copia del ricorso consegnato o spedito per posta, con fotocopia della ricevuta di deposito o della spedizione per raccomandata a mezzo del servizio postale.

L’inammissibilità del ricorso è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio, anche se la parte resistente si costituisce in giudizio.

In caso di consegna o spedizione a mezzo di servizio postale la conformità dell’atto depositato a quello consegnato o spedito è attestata dallo stesso ricorrente.

Unitamente al ricorso ed ai documenti succitati, il ricorrente deposita il proprio fascicolo, con l’originale o la fotocopia dell’ atto impugnato, se notificato, ed i documenti che produce, in originale o fotocopia (art. 22 D.Lgs. 546/1992).

All’atto della costituzione in giudizio, il ricorrente deve depositare la nota di iscrizione al ruolo, (scaricabile all’indirizzo https://www.giustiziatributaria.gov.it/gt/web/guest/modulistica per chi non ha l'obbligo di costituirsi telematicamente mentre nel processo telematico essa viene compilata in fase di deposito telematico) contenente l’indicazione delle parti, del difensore che si costituisce, dell’atto impugnato, della materia del contendere, del valore della controversia e della data di notificazione del ricorso.

SOSPENSIONE DELL’ATTO IMPUGNATO

La proposizione del ricorso non sospende l’esecuzione dell’atto impugnato. Pertanto il ricorrente, se dall’atto impugnato può derivargli un danno grave ed irreparabile (pericolo di danno da dimostrare), può chiedere alla Commissione Tributaria adita la sospensione dell’esecuzione dell’atto con istanza motivata (proposta nel ricorso o con atto separato), notificata alle altre parti e depositata presso la Segreteria della Commissione Tributaria. La Commissione fissa apposita udienza nella quale vengono sentite le parti in camera di consiglio e, quindi, emette ordinanza motivata con la quale accoglie o rigetta l’istanza. Gli effetti della sospensione accordata cessano dalla data di pubblicazione della sentenza di primo grado (art. 47 D.Lgs. 546/1992).

TRATTAZIONE E DECISIONE DELLA CONTROVERSIA

La segreteria della Commissione dà comunicazione alle parti costituite della data di trattazione della causa almeno trenta giorni liberi prima (art. 31 D.Lgs. 546/1992).

Le parti possono depositare documenti fino a venti giorni liberi prima della data di trattazione mentre fino a dieci giorni liberi prima ciascuna delle parti può depositare memorie illustrative con le copie per le altre parti. Nel solo caso di trattazione della causa in camera di consiglio sono consentite brevi repliche scritte fino a cinque giorni liberi prima della data della camera di consiglio (art. 32 D.Lgs. 546/1992).

La controversia è trattata in camera di consiglio salvo che almeno una delle parti non abbia chiesto la discussione in pubblica udienza, con apposita istanza da depositare nella segreteria e notificare alle altre parti costituite entro il termine di dieci giorni liberi prima dell’udienza (art. 33 D.Lgs. 546/1992).
L’istanza di trattazione in pubblica udienza può essere formulata nel ricorso introduttivo.

La sentenza è resa pubblica, nel testo integrale originale, mediante deposito nella segreteria della Commissione Tributaria entro trenta giorni dalla data della deliberazione. Il dispositivo della sentenza è comunicato alle parti costituite entro dieci giorni dal deposito (art. 37 D.Lgs. 546/1992).

Termini per l’impugnazione della sentenza (artt. 38 e 51 D.Lgs. 546/1992 – 327, c. 1, C.P.C.) :

  • sessanta giorni dalla notificazione della sentenza ad istanza di parte (si precisa che si tratta della notificazione del testo integrale della sentenza e non della comunicazione del dispositivo da parte della segreteria della Commissione);
  • oppure, nel caso in cui non sia avvenuta la notificazione ad istanza di parte: 6 mesi dalla pubblicazione della sentenza.

Per il giudizio di appello davanti alla Commissione Tributaria Regionale territorialmente competente si applicano le disposizioni del Titolo II, Capo III, del D.Lgs. 546/1992 (art. 49 e seguenti).

Si raccomanda di verificare eventuali aggiornamenti/modifiche della normativa citata alla quale si rimanda anche per quanto qui non riportato.

PAGAMENTO CONTRIBUTO UNIFICATO

Anche il processo tributario è assoggettato al pagamento del contributo unificato (regolamentato dal D.P.R. 115/02 e successive modifiche)

Per i ricorsi principale ed incidentale proposti avanti le Commissioni tributarie provinciali e regionali il contributo unificato è dovuto nei seguenti importi:

Importo della lite
 
CUT da versare
Da
A
 
€ –
€ 2.582,28
€ 30,00
€ 2.582,29
€ 5.000,00
€ 60,00
€ 5.000,01
€ 25.000,00
€ 120,00
€ 25.000,01
€ 75.000,00
€ 250,00
€ 75.000,01
€ 200.000,00
€ 500,00
€ 200.000,01
in su
€ 1.500,00
 

Il valore della lite – determinato per ciascun atto impugnato, anche in appello – ai sensi del comma 2 dell’articolo 12 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, deve risultare da apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni del ricorso.


Recapiti:

COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI ALESSANDRIA

Sede: Via Arnaldo da Brescia, 19 – 15121 Alessandria
Tel. 06 93830131

COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DEL PIEMONTE

Sede: Strada Antica di Collegno, 259 – 10146 TORINO
Tel. 06 93830111