Attivazione contenzioso tributario

Ufficio competente: Direzione Staff Avvocatura

Indirizzo: Piazza della Libertà, 1

Direttore di Direzione: Avv. Orietta Bocchio

Responsabile del Servizio:  Avv. Cristiana Rossi

Addetto: Dr.ssa Mara Odorici

Telefono: 0131 515513/515549

Fax: 0131 515802

 

Pagina in fase di aggiornamento. Si veda il D.Lgs. 156/2015, modificativo del D.Lgs 546/1992, con le novità che entrano in vigore dal 01/01/2016.


La normativa che regola il processo di fronte alle Commissioni Tributarie Provinciali, in primo grado, e Regionali, in secondo grado, è rappresentata dal Decreto Legislativo 31 dicembre 1992 n° 546 e successive modifiche ed integrazioni.

Il ricorso deve essere proposto a pena di inammissibilità entro sessanta giorni dalla data di notificazione dell’ atto impugnato (art. 21 D.Lgs. 546/1992).

Ai sensi dell’art. 18 D.Lgs. 546/1992, il processo è introdotto con ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale.
Il ricorso deve contenere l’ indicazione:

  1. della commissione tributaria cui è diretto;
  2. del ricorrente e del suo legale rappresentante, della relativa residenza o sede legale o del domicilio eventualmente eletto nel territorio dello Stato, nonché del codice fiscale e dell’indirizzo di posta elettronica certificata;
  3. dell’ufficio del Ministero delle finanze o dell’ente locale o del concessionario del servizio di riscossione nei cui confronti il ricorso è proposto;
  4. dell’atto impugnato e dell’oggetto della domanda;
  5. dei motivi.
La sottoscrizione deve essere apposta tanto nell’originale quanto nelle copie del ricorso destinate alle altre parti.

Le controversie di valore inferiore ad € 2.582,28 possono essere proposte direttamente dalle parti interessate, che, nei procedimenti relativi, possono stare in giudizio anche senza l’assistenza tecnica di un difensore abilitato (vedasi l’art. 12 del D.Lgs. 546/1992 con l’elenco delle categorie dei difensori abilitati). Per valore della lite si intende l’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato; in caso di controversie relative esclusivamente alle irrogazioni di sanzioni, il valore è costituito dalla somma di queste.

Il ricorso è proposto mediante notifica secondo le norme degli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile (tramite ufficiale giudiziario) oppure può essere notificato direttamente a mezzo del servizio postale mediante spedizione dell’atto in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento (in tal caso il ricorso si intende proposto al momento della spedizione) ovvero all’ufficio del Ministero delle Finanze ed all’ente locale mediante consegna dell’atto all’impiegato addetto che ne rilascia ricevuta sulla copia (artt. 16 e 20 D.Lgs. 546/1992).

Quindi, il ricorrente, entro trenta giorni dalla proposizione del ricorso, a pena d’inammissibilità deposita, nella segreteria della commissione tributaria adita o trasmette a mezzo posta, in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento, l’originale del ricorso notificato a norma degli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile ovvero copia del ricorso consegnato o spedito per posta, con fotocopia della ricevuta di deposito o della spedizione per raccomandata a mezzo del servizio postale.

L’inammissibilità del ricorso è rilevabile d’ ufficio in ogni stato e grado del giudizio, anche se la parte resistente si costituisce in giudizio.

In caso di consegna o spedizione a mezzo di servizio postale la conformità dell’atto depositato a quello consegnato o spedito è attestata dallo stesso ricorrente.

Unitamente al ricorso ed ai documenti succitati, il ricorrente deposita il proprio fascicolo, con l’originale o la fotocopia dell’ atto impugnato, se notificato, ed i documenti che produce, in originale o fotocopia (art. 22 D.Lgs. 546/1992).

All’atto della costituzione in giudizio, il ricorrente deve depositare la nota di iscrizione al ruolo, contenente l’indicazione delle parti, del difensore che si costituisce, dell’atto impugnato, della materia del contendere, del valore della controversia e della data di notificazione del ricorso. (La nota è stata introdotta dalla Legge 148/2011, in vigore dal 17/9/2011).

La proposizione del ricorso non sospende l’esecuzione dell’atto impugnato. Pertanto il ricorrente, se dall’atto impugnato può derivargli un danno grave ed irreparabile (danno da dimostrare), può chiedere alla Commissione Tributaria adita la sospensione dell’esecuzione dell’atto con istanza motivata (proposta nel ricorso o con atto separato), notificata alle altre parti e depositata presso la Segreteria della Commissione Tributaria. La Commissione fissa apposita udienza nella quale vengono sentite le parti in camera di consiglio e, quindi, emette ordinanza motivata con la quale accoglie o rigetta l’istanza. Gli effetti della sospensione accordata cessano dalla data di pubblicazione della sentenza di primo grado (art. 47 D.Lgs. 546/1992).

La segreteria della Commissione dà comunicazione alle parti costituite della data di trattazione della causa almeno trenta giorni liberi prima (art. 31 D.Lgs. 546/1992).

Le parti possono depositare documenti fino a venti giorni liberi prima della data di trattazione mentre fino a dieci giorni liberi prima ciascuna delle parti può depositare memorie illustrative con le copie per le altre parti. Nel solo caso di trattazione della causa in camera di consiglio sono consentite brevi repliche scritte fino a cinque giorni liberi prima della data della camera di consiglio (art. 32 D.Lgs. 546/1992).

La controversia è trattata in camera di consiglio salvo che almeno una delle parti non abbia chiesto la discussione in pubblica udienza, con apposita istanza da depositare nella segreteria e notificare alle altre parti costituite entro il termine di dieci giorni liberi prima dell’udienza (art. 33 D.Lgs. 546/1992).
L’istanza di trattazione in pubblica udienza può essere formulata nel ricorso introduttivo.

La sentenza è resa pubblica, nel testo integrale originale, mediante deposito nella segreteria della Commissione Tributaria entro trenta giorni dalla data della deliberazione. Il dispositivo della sentenza è comunicato alle parti costituite entro dieci giorni dal deposito (art. 37 D.Lgs. 546/1992).

Termini per l’impugnazione della sentenza (artt. 38 e 51 D.Lgs. 546/1992) :

  • sessanta giorni dalla notificazione della sentenza ad istanza di parte (si precisa che si tratta della notificazione del testo integrale della sentenza e non della comunicazione del dispositivo da parte della segreteria della Commissione);
  • oppure, nel caso in cui non sia avvenuta la notificazione ad istanza di parte: 6 mesi dalla pubblicazione della sentenza.

Per il giudizio di appello davanti alla Commissione Tributaria Regionale territorialmente competente si applicano le disposizioni del Capo III del D. Lgs. 546/1992 (art. 49 e seguenti) che richiamano, salve rare eccezioni, le norme che disciplinano il giudizio di primo grado.

N.B.:
Si rammenta che, prima di avviare la procedura contenziosa, il cittadino può inoltrare all’ufficio che ha emesso l’atto un’istanza di autotutela indicando le motivazioni ed allegando eventuale documentazione a supporto della richiesta di annullamento / rettifica dell’atto medesimo. Tuttavia si deve tener presente che detta istanza NON sospende di per sé i termini per l’impugnazione che rimangono invariati e decorrono dalla notificazione dell’atto (a meno che l’Amministrazione espressamente ed esplicitamente, a seguito dell’istanza, accordi una sospensione dell’atto).


MODULISTICA

Non è necessario compilare alcun modello (per il ricorso).

Il ricorso, contenente gli elementi previsti dall’articolo 18 del D.Lgs. 546/1992, deve essere consegnato all’Ufficio Protocollo Generale del Comune (P.zza Libertà, 1- ala sinistra – piano terreno – orario al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle 08,30 alle 12,00 – il Giovedì pomeriggio dalle 14,30 alle 17,00 – Tel. 0131/515468) oppure notificato secondo le modalità sopra esposte.

 
 

Per quanto riguarda la nota di iscrizione a ruolo, i modelli della nota sono scaricabili dal sito: http://www.finanze.gov.it/export/finanze/Per_conoscere_il_fisco/Giustizia_tributaria/Nota_di_iscrizione_a_ruolo_nel_processo_tributario.htm


ALLEGATI

Tutti i documenti utili a permettere tanto all’Ente, quale parte resistente, quanto alla Commissione Tributaria, quale giudice adito, di comprendere le richieste avanzate dal ricorrente (e necessari a supportare le richieste di cui al ricorso).
I documenti devono essere elencati nei relativi atti di parte cui sono allegati ovvero, se prodotti separatamente, devono essere indicati in apposita nota sottoscritta da depositare in originale ed in numero di copie in carta semplice pari a quello delle altre parti (art. 24 D.Lgs. 546/1992).


PAGAMENTO CONTRIBUTO UNIFICATO

A seguito delle modifiche introdotte dal D.L. 6/7/2011 n. 98 (G.U. n. 155 del 6/7/2011), convertito in legge n. 111 del 15/7/2011 (G.U. n. 164 del 16/7/2011), anche il processo tributario è assoggettato al pagamento del contributo unificato (regolamentato dal D.P.R. 115/02)

Per i ricorsi principale ed incidentale proposti avanti le Commissioni tributarie provinciali e regionali (ricorsi notificati successivamente all’entrata in vigore del decreto) è dovuto il contributo unificato nei seguenti importi:

  1. euro 30 per controversie di valore fino a euro 2.582,28;
  2. euro 60 per controversie di valore superiore a euro 2.582,28 e fino a euro 5.000;
  3. euro 120 per controversie di valore superiore a euro 5.000 e fino a euro 25.000 e per le controversie tributarie di valore indeterminabile;
  4. euro 250 per controversie di valore superiore a euro 25.000 e fino a euro 75.000;
  5. euro 500 per controversie di valore superiore a euro 75.000 e fino a euro 200.000;
  6. euro 1.500 per controversie di valore superiore a euro 200.000.

Il valore della lite, determinato ai sensi del comma 5 dell’articolo 12 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, deve risultare da apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni del ricorso.


Commissione Tributaria Provinciale di Alessandria

Sede: Via Arnaldo da Brescia, 19 – 15121 Alessandria
Tel. 06 93830131
Orario al pubblico: dal lunedì al venerdì dalle 08,00 alle 13,00


Commissione Tributaria Regionale del Piemonte

Sede: Strada Antica di Collegno, 259 – 10146 TORINO
Tel. 06 93830111