Scarichi di acque di prima pioggia e di lavaggio provenienti da attività

Settore: Sviluppo economico, marketing territoriale, sanità, ambiente e protezione civile
Direttore: Ing. Marco Italo Neri
Servizio: Tutela dell’Ambiente
Responsabile del Servizio: dott.ssa Valentina Frisone
Indirizzo: Palazzo Comunale, Piazza della Libertà n. 1 – interno cortile, lato sinistro, primo piano
Orario al pubblico: Lunedì, giovedì e venerdì dalle ore 8.30 alle ore 12.30
E-mail: tutela.ambiente@comune.alessandria.it

Riferimento: Angela Maria Ricci
Telefono: 0131 515459


COSA FA L’UFFICIO
Riceve i Piani di prevenzione e di gestione delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne, predisposti ai sensi del Regolamento Regionale 20 febbraio 2006 n. 1/R, come modificato dai successivi Regolamenti Regionali n. 7/R e n. 13/R del 2006.
Le acque di prima pioggia sono quelle corrispondenti ai primi cinque millimetri di pioggia che cadono sulla superficie di interesse nella prima parte di un evento meteorico.
Le attività che devono presentare il Piano di prevenzione e di gestione al Comune per la sua approvazione sono:

  • i distributori di carburante;
  • i depositi per uso commerciale di oli minerali soggetti ad autorizzazione ai sensi della vigente normativa, in particolare la Legge 23 agosto 2004 n. 239;
  • i centri intermodali previsti dal Piano territoriale regionale.

Se le attività sono poste in aree servite dalla pubblica fognatura, il Piano di prevenzione e di gestione deve essere presentato al gestore della fognatura AMAG S.p.A., che è competente per la sua approvazione.
Se un distributore di carburante effettua anche altre attività, ad esempio l’autolavaggio, il Piano di prevenzione e di gestione deve essere presentato alla Provincia, che è competente per la sua approvazione.
Le acque di prima pioggia e di lavaggio devono essere raccolte da tutte le superfici impermeabili in cui vi sia il rischio di una loro contaminazione a causa dell’attività svolta, quindi devono essere inviate ad un sistema di trattamento e infine devono essere immesse preferibilmente in fognatura e, qualora non fosse possibile, in acque superficiali oppure come ultima ipotesi negli strati superficiali del sottosuolo. Se il recapito finale sono gli strati superficiali dal sottosuolo, devono essere seguite le modalità e le indicazioni tecniche contenute nella Deliberazione del Comitato per la tutela delle acque dall’inquinamento del 4 febbraio 1977 – Allegato 5.
Il ServizioTutela dell’Ambiente esamina il Piano di prevenzione e di gestione e la documentazione allegata, richiede se necessario ulteriori precisazioni o integrazioni, acquisisce il parere dell’Azienda Sanitaria Locale (ASL AL) e dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA), approva il Piano di prevenzione e di gestione con una Determinazione Dirigenziale contenente anche le prescrizioni e i tempi per la sua attuazione.

DOVE E COME PRESENTARE LA RICHIESTA
Il Piano di prevenzione e di gestione delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne
deve essere inviato a mezzo PEC, come previsto dalla vigente normativa, all’indirizzo: comunedialessandria@legalmail.it

CHI PUÒ PRESENTARE LA DOMANDA

  1. il titolare o legale rappresentante della ditta che esercita l’attività soggetta alla presentazione del Piano di prevenzione e di gestione delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne
  2. in caso  di distributori di carburante, il Piano può essere presentato dal gestore del distributore

DOCUMENTI DA PRESENTARE
Il Piano di prevenzione e di gestione delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne deve contenere tutte le informazioni e gli allegati elencati nell’Allegato A, punto 1 del Regolamento Regionale 20 febbraio 2006 n. 1/R.
Per la predisposizione del Piano di prevenzione e di gestione è anche utile seguire le Linee guida contenute nell’Allegato A, punto 2 del Regolamento Regionale 20 febbraio 2006 n. 1/R.
Il Regolamento Regionale 20 febbraio 2006 n. 1/R, come modificato dai successivi Regolamenti Regionali n. 7/R e n. 13/R del 2006, è scaricabile a fondo pagina.
Al Piano di prevenzione e di gestione bisogna allegare una fotocopia di un documento di riconoscimento valido della persona che presenta il Piano.
Tutta la documentazione tecnica (scheda tecnica e planimetrie) deve essere firmata da tecnico abilitato alla progettazione.
Il Piano di prevenzione e di gestione e tutta la documentazione allegata devono essere prodotte in triplice copia.

MODALITÀ E TEMPI DI RISPOSTA
La comunicazione di avvio del procedimento del Servizio Tutela dell’Ambiente viene inviata normalmente entro 10 giorni lavorativi dal momento in cui l’Ufficio Protocollo del Comune ha ricevuto il Piano di prevenzione e di gestione.
Il procedimento deve concludersi entro 90 giorni dal momento in cui l’Ufficio Protocollo del Comune ha ricevuto il Piano, come previsto dall’articolo 2 della Legge n. 241/1990. Il Servizio Tutela dell’Ambiente può richiedere ulteriori precisazioni e/o integrazioni, che devono essere inviate da chi ha presentato la domanda entro un massimo di 30 giorni dal momento in cui ha ricevuto la richiesta, come previsto dall’articolo 2 comma 7 della Legge n. 241 del 7 agosto 1990. In tal caso i termini per la conclusione del procedimento vengono sospesi fino al momento in cui il Comune riceve le integrazioni richieste.

RIFERIMENTI NORMATIVI

  • Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale
  • Regolamento Regionale 20 febbraio 2006 n. 1/R “Regolamento regionale recante: Disciplina delle acque meteoriche di dilavamento e delle acque di lavaggio delle aree esterne“, come modificato dai successivi Regolamenti Regionali n. 7/R e n. 13/R del 2006

Deliberazione del Comitato per la tutela delle acque dall’inquinamento del 4 febbraio 1977 – Allegato 5 “Norme tecniche generali – Norme tecniche generali sulla natura e consistenza degli impianti di smaltimento sul suolo o in sottosuolo di insediamenti civili di consistenza inferiore a 50 vani o a 5.000 mc”

 

ALLEGATI