1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
Vai alla pagina iniziale
Testata per la stampa

Menu di sezione

Vai alla versione stampabile della pagina

Contenuto della pagina

Scarichi acque prima pioggia e lavaggio

Ultima modifica: 25/06/2012 14.56.50

 

Direzione

Territorio e Ambiente

 

Direttore di Direzione

Pierfranco Robotti

 

Ufficio competente

Servizio Ambiente

 

Dove si trova

Palazzo Comunale, piazza della Libertà n. 1 - interno cortile, lato sinistro, primo piano

 

Orario al pubblico

Lunedì, giovedì e venerdì dalle ore 8,30 alle ore 12,30

 

Telefono

0131 515459

 

Fax

0131 515307

 
 

COSA FA L'UFFICIO:Riceve i Piani di prevenzione e di gestione delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne, predisposti ai sensi del Regolamento Regionale 20 febbraio 2006 n. 1/R.
Le acque di prima pioggia sono quelle corrispondenti ai primi cinque millimetri di pioggia che cadono sulla superficie di interesse nella prima parte di un evento meteorico.
Le attività che devono presentare il Piano di prevenzione e di gestione al Comune per la sua approvazione sono:
- i distributori di carburante;
- i depositi per uso commerciale di oli minerali soggetti ad autorizzazione ai sensi della vigente normativa, in particolare la Legge 23 agosto 2004 n. 239;
- i centri intermodali previsti dal Piano territoriale regionale.
Se le attività sono poste in aree servite dalla pubblica fognatura, il Piano di prevenzione e di gestione deve essere presentato al gestore della fognatura AMAG S.p.A., che è competente per la sua approvazione.
Se un distributore di carburante effettua anche altre attività, ad esempio l’autolavaggio, il Piano di prevenzione e di gestione deve essere presentato alla Provincia, che è competente per la sua approvazione.
Le acque di prima pioggia e di lavaggio devono essere raccolte da tutte le superfici impermeabili in cui vi sia il rischio di una loro contaminazione a causa dell’attività svolta, quindi devono essere inviate ad un sistema di trattamento e infine devono essere immesse preferibilmente in fognatura e, qualora non fosse possibile, in acque superficiali oppure come ultima ipotesi negli strati superficiali del sottosuolo. Se il recapito finale sono gli strati superficiali dal sottosuolo, devono essere seguite le modalità e le indicazioni tecniche contenute nella Deliberazione del Comitato per la tutela delle acque dall’inquinamento del 4 febbraio 1977 - Allegato 5.

Il Servizio Ambiente esamina il Piano di prevenzione e di gestione e la documentazione allegata, richiede se necessario ulteriori precisazioni o integrazioni, acquisisce il parere dell’Azienda Sanitaria Locale (ASL AL) e dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA), approva il Piano di prevenzione e di gestione con una Determinazione Dirigenziale contenente anche le prescrizioni e i tempi per la sua attuazione.
DOVE E COME PRESENTARE LA RICHIESTA:
Il Piano di prevenzione e di gestione delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne deve essere inviato al Comune di Alessandria - Direzione Patrimonio, Demanio, Catasto e Ambiente – Servizio Ambiente, piazza della Libertà n. 1, 15121 Alessandria. Il Piano può essere spedito via posta oppure può essere presentato all’Ufficio Protocollo Generale del Comune di Alessandria, aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle ore 12,00 e lunedì, martedì e giovedì dalle ore 14,30 alle ore 17,00, situato presso il Palazzo Comunale, piazza della Libertà n° 1, piano terreno.
CHI PUO' PRESENTARE LA RICHIESTA:
Può presentare la richeista il titolare o legale rappresentante della ditta che esercita l’attività soggetta alla presentazione del Piano di prevenzione e di gestione delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne. In caso di distributori di carburante, il Piano può essere presentato dal gestore del distributore.
DOCUMENTI DA PRESENTARE:Il Piano di prevenzione e di gestione delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne deve contenere tutte le informazioni e gli allegati elencati nell’Allegato A, punto 1 del Regolamento Regionale 20 febbraio 2006 n. 1/R.
Per la predisposizione del Piano di prevenzione e di gestione è anche utile seguire le Linee guida contenute nell’Allegato A, punto 2 del Regolamento Regionale 20 febbraio 2006 n. 1/R.
Il Regolamento Regionale 20 febbraio 2006 n. 1/R è scaricabile a fondo pagina.
Al Piano di prevenzione e di gestione bisogna allegare una fotocopia di un documento di riconoscimento valido della persona che presenta il Piano.
Tutta la documentazione tecnica (scheda tecnica e planimetrie) deve essere firmata da tecnico abilitato alla progettazione.

Il Piano di prevenzione e di gestione e tutta la documentazione allegata devono essere prodotte in triplice copia.
MODALITA' E TEMPI DI RISPOSTA:La comunicazione di avvio del procedimento del Servizio Ambiente viene inviata normalmente entro 10 giorni lavorativi dal momento in cui l’Ufficio Protocollo del Comune ha ricevuto il Piano di prevenzione e di gestione.

Il procedimento deve concludersi entro 90 giorni dal momento in cui l’Ufficio Protocollo del Comune ha ricevuto il Piano, come previsto dall’articolo 2 della Legge n. 241/1990. Il Servizio Ambiente può richiedere ulteriori precisazioni e/o integrazioni, che devono essere inviate da chi ha presentato la domanda entro un massimo di 30 giorni dal momento in cui ha ricevuto la richiesta, come previsto dall’articolo 2 comma 7 della Legge n. 241 del 7 agosto 1990. In tal caso i termini per la conclusione del procedimento vengono sospesi fino al momento in cui il Comune riceve le integrazioni richieste.
RIFERIMENTI NORMSTIVI:- Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”;
- Regolamento Regionale 20 febbraio 2006 n. 1/R “Regolamento regionale recante: Disciplina delle acque meteoriche di dilavamento e delle acque di lavaggio delle aree esterne”;
- Deliberazione del Comitato per la tutela delle acque dall’inquinamento del 4 febbraio 1977 - Allegato 5 “Norme tecniche generali – Norme tecniche generali sulla natura e consistenza degli impianti di smaltimento sul suolo o in sottosuolo di insediamenti civili di consistenza inferiore a 50 vani o a 5.000 mc”.

 
 

Dati estratti dalla "Guida dei servizi" redatta dall'URP